07 - Le tre basi fondamentali (le categorie dell’invocazione, del sacrificio, del voto, del timore, dell’affidamento ad Allah...)
Le forme di adorazione che Allah ha prescritto comprendono l'Islam, la fede (īmān) e l'eccellenza spirituale (iḥsān). Tra queste rientrano anche l'invocazione (duʿāʾ), il timore, la speranza, l'affidamento ad Allah (tawakkul), il desiderio della Sua ricompensa, il timore del Suo castigo, l'umiltà e la sottomissione, il timore reverenziale (khashya), il ritorno sincero ad Allah (inābah), la richiesta di aiuto, la ricerca della Sua protezione, la richiesta di soccorso, il sacrificio e il voto (nadhr), oltre a tutte le altre forme di adorazione che Allah ha prescritto. Tutte queste devono essere rivolte esclusivamente ad Allah, l'Altissimo.
La prova di ciò è la parola di Allah:
«Le moschee appartengono ad Allah: non invocate dunque nessuno insieme ad Allah.» (Corano 72:18)
Chiunque rivolga anche solo una di queste forme di adorazione a qualcuno diverso da Allah è un associatore (mushrik) e un miscredente (kāfir).
La prova è la parola di Allah:
«Chi invoca, insieme ad Allah, un'altra divinità senza averne alcuna prova, renderà conto di ciò presso il suo Signore. In verità, i miscredenti non avranno successo.» (Corano 23:117)
In un ḥadīth è riportato: «L'invocazione è il cuore dell'adorazione.»
A sostegno di questo, Allah dice:
«Il vostro Signore ha detto: "InvocateMi e vi risponderò. In verità, coloro che, per arroganza, si rifiutano di adorarMi entreranno nell'Inferno umiliati."» (Corano 40:60)
L'autore, riprendendo il commento di Ibn Kathīr, prosegue elencando alcune forme di adorazione, sia interiori che esteriori, accompagnandole dalle relative prove tratte dal Corano.
L'invocazione (Duʿāʾ)
L'invocazione si divide in due categorie:
- Invocazione come atto di adorazione (Duʿāʾ al-'Ibādah): è l'adorazione espressa attraverso le opere, come la preghiera, il digiuno e il pellegrinaggio. Rivolgere questo tipo di adorazione a qualcuno diverso da Allah costituisce shirk maggiore.
- Invocazione di richiesta (Duʿāʾ al-Mas'alah): consiste nel rivolgere una richiesta con le parole, ad esempio: "Perdonami" o "Abbi misericordia di me." Il suo giudizio richiede una distinzione, come verrà spiegato.
L'invocazione di richiesta si divide a sua volta in due categorie:
- Richiedere ciò che solo Allah è in grado di concedere. Rivolgere tale richiesta a qualcun altro costituisce shirk maggiore.
Per quanto riguarda ciò che una persona è effettivamente in grado di fare, è lecito chiederglielo, a condizione che siano soddisfatti determinati requisiti:
- Che la persona alla quale si rivolge la richiesta sia viva. Questa condizione esclude chi è morto
- Che la persona alla quale si rivolge la richiesta sia presente. Questa condizione esclude chi è assente
- Che la persona alla quale si rivolge la richiesta sia in grado di soddisfarla. Questa condizione esclude chi non ne è capace
- Che si creda che la persona alla quale si rivolge la richiesta sia soltanto una causa (o un mezzo) e non abbia alcun potere o effetto autonomo
Se invece si crede che la persona alla quale si rivolge la richiesta possieda un potere occulto di intervenire nell'universo e abbia la capacità di procurare benefici o allontanare i danni, allora ciò costituisce shirk (associazione ad Allah).
Nota:
Noi stiamo studiando il giudizio riguardo all'azione in sé. Per quanto riguarda invece il giudizio sulla persona che compie l'azione, è necessario prima stabilire la prova nei suoi confronti e che vengano rimosse eventuali ambiguità o dubbi.
Sono gli studiosi qualificati coloro che giudicano la condizione della persona, stabilendo se essa sia credente oppure miscredente.
Il ḥadīth:
«L'invocazione è il cervello dell'adorazione»
è un ḥadīth debole. La formulazione corretta è invece quella riportata dal Profeta ﷺ:
«L'invocazione è l'adorazione.»
Come può l'invocazione essere l'adorazione?Il versetto dimostra questo concetto:
«Il vostro Signore ha detto: "InvocateMi e vi risponderò. In verità, coloro che si mostrano arroganti nel rifiutare la Mia adorazione entreranno nell'Inferno umiliati."»
(Corano 40:60)
Allah, Gloria a Lui, ha detto:
«La Mia adorazione»
e questo dimostra che l'invocazione è un atto di adorazione.
Il timore (الخوف - al-khawf)
La prova del timore è la parola di Allah:
«Non temeteli, ma temete Me, se siete credenti.»
(Corano 3:175)
Il timore è uno stato dell'animo che nasce dall'aspettativa di qualcosa che contiene distruzione, danno o sofferenza.
Allah, l'Altissimo, ha proibito il timore nei confronti degli alleati di Satana e ha ordinato di temere soltanto Lui.
Il timore si divide in tre categorie:
1. Il timore di adorazione, venerazione e segreto
È il timore che il servo prova verso Colui che adora, accompagnato da umiliazione, sottomissione e venerazione verso l'adorato.
Questo tipo di timore è dovuto esclusivamente ad Allah. Rivolgerlo a qualcun altro costituisce shirk maggiore.
2. Il timore naturale (istintivo)
È il timore normale che una persona prova, come il timore del fuoco, di un nemico, di un animale predatore e simili.
Questo tipo di timore è permesso.
3. Il timore proibito
Come la disperazione della misericordia di Allah oppure l'obbedienza a una creatura quando ciò comporta la disobbedienza al Creatore.
La Speranza (الرَّجاء - ar-rajāʾ)
La speranza è il desiderio che una persona nutre verso qualcosa che è vicino al raggiungimento; può riguardare anche qualcosa di lontano da ottenere, ma viene considerato come vicino per la forte aspettativa di conseguirlo.
La speranza che contiene umiliazione e sottomissione non può essere rivolta se non ad Allah. Rivolgerla a qualcun altro oltre ad Allah costituisce shirk maggiore.
La speranza lodevole appartiene soltanto a colui che:
- compie atti di obbedienza ad Allah e spera nella Sua ricompensa;
- oppure si pente della propria disobbedienza e spera che Allah accetti il suo pentimento.
Quanto invece alla speranza senza alcuna azione, essa è solo illusione e un desiderio biasimevole.
La prova dell'affidamento ad Allah (التوكل - at-tawakkul)La prova è la parola di Allah:
«E su Allah affidatevi, se siete credenti.»
(Corano 5:23)
E la Sua parola:
«Chiunque si affida ad Allah, Egli gli sarà sufficiente.»
(Corano 65:3)
La prova del desiderio, del timore reverenziale e dell'umiltà
Allah, l'Altissimo, dice:
«In verità, essi si affrettavano nelle opere buone, Ci invocavano con desiderio e timore, ed erano umili davanti a Noi.»
(Corano 21:90)
Definizione di tawakkul (affidamento ad Allah)
Dal punto di vista linguistico:
Il tawakkul verso qualcosa significa fare affidamento su di essa e riporre la propria fiducia in essa.
Dal punto di vista religioso:
È il sincero affidarsi ad Allah, confidando in Lui e allo stesso tempo adottando i mezzi leciti disponibili.
Nel tawakkul devono essere presenti tre elementi:
- La sincerità nell'affidarsi ad Allah, Gloria a Lui e Altissimo.
- La convinzione che Allah manterrà ciò che ha promesso.
- L'utilizzo dei mezzi leciti (le cause permesse dalla religione).
È l'amore e il desiderio di raggiungere qualcosa di amato.
Il timore reverenziale (الرَّهبة - الرَّهبة)
La rahbah è un timore che porta la persona ad allontanarsi da ciò che teme; è quindi un timore accompagnato dall'azione.
L'umiltà e la sottomissione (الخُشوع - khushūʿ)
Il khushūʿ è l'umiliazione e la sottomissione davanti alla grandezza di Allah, fino al punto che la persona si abbandona al Suo decreto, sia quello universale (cosmico) sia quello legislativo.
Colui che percorre il cammino verso Allah deve necessariamente riunire in sé il timore e la speranza. Non deve dare prevalenza a uno dei due trascurando l'altro, perché ciò lo porterebbe alla rovina. Deve quindi possedere timore e speranza come le due ali di un uccello.
La prova del timore reverenziale (الخَشية - khashyah)
La parola di Allah:
«Non temeteli, ma temete Me.»
(Corano 5:44)
La khashyah è un timore fondato sulla conoscenza della grandezza di Colui che si teme e della perfezione del Suo potere.
La prova del ritorno sincero ad Allah (الإنابة - inābah)
La parola di Allah:
«Ritornate al vostro Signore e sottomettetevi a Lui.»
(Corano 39:54)
L'espressione «Ritornate» significa: tornate ad Allah attraverso l'obbedienza a Lui e l'abbandono della disobbedienza.
E «sottomettetevi a Lui» significa affidare la propria volontà e il proprio destino ad Allah, l'Altissimo, poiché l'uomo è un servo e il servo deve sottomettersi al suo Signore. Il vero Signore è Allah, come disse il Profeta ﷺ:
«Il Signore è Allah.»
La prova della richiesta di aiuto (الاستعانة - istiʿānah)
La parola di Allah:
«Solo Te adoriamo e solo da Te chiediamo aiuto.»
(Corano 1:5)
In questo versetto vi è l'anticipazione di ciò che normalmente verrebbe dopo nella frase, e questo indica l'esclusività, cioè:
Non adoriamo nessuno se non Te e non chiediamo aiuto a nessuno se non a Te.
Nel ḥadīth è riportato:
«Quando chiedi aiuto, chiedilo ad Allah.»
La prova della ricerca di protezione (الاستعاذة - istiʿādhah)
La parola di Allah:
«Di': Mi rifugio nel Signore dell'alba.»
(Corano 113:1)
e:
«Di': Mi rifugio nel Signore degli uomini.»
(Corano 114:1)
La parola «Mi rifugio» (أعوذ) significa: cerco rifugio e mi aggrappo alla protezione di qualcuno.
La prova della richiesta di soccorso (الاستغاثة - istighāthah)
La parola di Allah:
«Quando imploraste il soccorso del vostro Signore, Egli vi rispose.»
(Corano 8:9)
La istighāthah significa chiedere il soccorso, cioè essere salvati da una situazione di difficoltà o dalla rovina.
La prova del sacrificio (الذبح - dhabḥ)
La parola di Allah:
«Di': In verità, la mia preghiera, il mio sacrificio, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah, Signore dei mondi. Egli non ha associati.»
(Corano 6:162)
E nella Sunnah:
«Allah ha maledetto colui che sacrifica per altri oltre ad Allah.»
Il sacrificio (dhabḥ) significa: far uscire lo spirito attraverso lo spargimento del sangue secondo una modalità specifica.
La prova del voto (النذر - nadhr)
La parola di Allah:
«Essi adempiono ai voti e temono un giorno il cui male sarà diffuso.»
(Corano 76:7)
Il sacrificio si divide in tre categorie:
- Sacrificio per Allah, come il sacrificio rituale del pellegrinaggio (hady), il sacrificio della festa del sacrificio (uḍḥiyah) e le offerte di beneficenza.
- Sacrificio per altri oltre ad Allah, per amore e venerazione, come sacrificare per i jinn o per gli abitanti delle tombe. Questo costituisce shirk maggiore.
- Sacrificio permesso, come sacrificare un animale per la carne, per onorare un ospite o per commercio.
Nota:
Ci sono ulteriori dettagli riguardo alla questione del sacrificio, che verranno trattati nel Libro del Tawḥīd, se Allah vuole.
Definizione del voto (النذر)
Dal punto di vista linguistico:
Significa un impegno e un obbligo assunto.