18 - I tre principi fondamentali (L'eccellenza nella fede: l'Iḥsān)
Il terzo livello: l’Iḥsān (l’eccellenza nella fede)
L’Iḥsān è un solo pilastro, ed è:
Adorare Allah come se tu Lo vedessi; e se tu non Lo vedi, allora Egli certamente vede te.
La prova è la parola di Allah, l’Altissimo:
«In verità Allah è con coloro che hanno timore di Lui e con coloro che compiono il bene.» (128)
E il Suo detto:
«Confida nell’Onnipotente, il Misericordioso, Colui che ti vede quando ti alzi e vede i tuoi movimenti tra coloro che si prosternano. Egli è Colui che tutto ascolta, il Sapiente.» (217-220)
E il Suo detto:
«Qualunque situazione tu affronti, qualunque parte del Corano tu reciti e qualunque azione voi compiate, Noi siamo testimoni di voi quando vi dedicate ad essa.»
Il terzo livello: l’Iḥsān
Esso è il grado più elevato della religione. È un unico pilastro, ma comprende due livelli:
L’adorazione della contemplazione (ʿibādat al-mushāhadah)
È l’adorazione basata sull’amore, il desiderio e il desiderio ardente di ciò che si trova presso Allah.
Un esempio è l’adorazione dei profeti e dei messaggeri (che Allah conceda loro la pace). Anche altri possono raggiungere questo livello.
L’adorazione della consapevolezza (ʿibādat al-murāqabah)
È l’adorazione basata sul timore e sul cercare rifugio presso Allah.
Da questo livello nessun musulmano esce.
Chiarimento: ciò non significa che chi raggiunge questo livello possieda solamente amore per Allah e non abbia timore di Lui. Significa invece che, in questo grado, il movente più forte che spinge il servo all’adorazione è l’amore per Allah.
Da ciò deriva la parola del Profeta ﷺ:
«Non dovrei forse essere un servo riconoscente?»
La prova dalla Sunnah: il famoso ḥadīth di Gabriele
ʿUmar (che Allah sia soddisfatto di lui) raccontò:
«Un giorno, mentre eravamo seduti presso il Messaggero di Allah ﷺ, apparve davanti a noi un uomo dai vestiti bianchissimi e dai capelli nerissimi. Non mostrava alcun segno di viaggio e nessuno di noi lo conosceva. Si sedette davanti al Profeta ﷺ, appoggiando le sue ginocchia contro le sue e ponendo le mani sulle proprie cosce. Poi disse:
“O Muhammad, informami sull’Islam”.»
Il Messaggero di Allah ﷺ rispose:
«L’Islam è che tu testimoni che non vi è divinità degna di essere adorata se non Allah e che Muhammad è il Messaggero di Allah, che compia la preghiera, versi la zakāh, digiuni Ramaḍān e compia il pellegrinaggio alla Casa se ne hai la possibilità.»
Egli disse: «Hai detto il vero».
Noi ci meravigliammo: gli faceva domande e poi confermava la sua risposta.
Poi disse:
«Informami sulla fede (Īmān).»
Il Profeta ﷺ rispose:
«È che tu creda in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi messaggeri, nell’Ultimo Giorno e che creda nel destino, nel suo bene e nel suo male.»
Egli disse: «Hai detto il vero».
Poi disse:
«Informami sull’Iḥsān.»
Egli ﷺ rispose:
«È che tu adori Allah come se tu Lo vedessi; e se tu non Lo vedi, Egli certamente vede te.»
Poi disse:
«Informami sull’Ora.»
Egli ﷺ rispose:
«Colui al quale viene chiesto non ne sa più di colui che chiede.»
Poi disse:
«Informami sui suoi segni.»
Egli ﷺ disse:
«Che la schiava partorisca la sua padrona e che tu veda i poveri pastori scalzi e nudi gareggiare nella costruzione di edifici elevati.»
Poi l’uomo se ne andò. Dopo un certo tempo il Profeta ﷺ disse:
«O ʿUmar, sai chi era colui che faceva domande?»
Risposi:
«Allah e il Suo Messaggero ne sanno meglio».
Egli disse:
«Era Gabriele; è venuto da voi per insegnarvi la vostra religione.»
Questo ḥadīth è una prova dei pilastri dell’Islam, della fede e dell’Iḥsān.
Nella parola del Profeta ﷺ:
«Colui al quale viene chiesto non ne sa più di colui che chiede»
vi è la prova che nessuno conosce il momento della Resurrezione se non Allah.
Riguardo alla frase:
«Che la schiava partorisca la sua padrona»
essa indica il cambiamento delle condizioni delle persone.
Riguardo alla frase:
«E che tu veda i poveri pastori scalzi e nudi gareggiare nella costruzione di edifici elevati»
indica che coloro che erano poveri raggiungeranno una grande ricchezza e competeranno nella costruzione di grandi edifici.
Ciò che si apprende dal ḥadīth di Gabriele
Lo studente della conoscenza ha sei diritti:
Un diritto verso sé stesso.
Un diritto verso i suoi maestri.
Un diritto verso il luogo in cui studia.
Un diritto verso i suoi compagni.
Un diritto verso i suoi libri.
Un diritto verso la conoscenza che apprende.
Il diritto verso sé stesso
La conoscenza è un atto di adorazione: richiede sincerità e il seguire la Sunnah.
Lo studente deve avere:
timore di Allah;
umiltà;
abbandono dell’orgoglio;
pazienza;
dignità;
buona condotta;
impegno nella ricerca della conoscenza;
conservazione e ripasso di ciò che ha imparato;
sincerità;
onestà nella trasmissione della conoscenza.
Deve evitare:
le riunioni inutili;
il desiderio di fama e posizione;
il desiderio eccessivo dei beni mondani.
La zakāh della conoscenza consiste nel:
diffondere la verità;
ordinare il bene;
vietare il male;
aiutare le persone;
diffondere la conoscenza e desiderare il beneficio degli altri.
Il diritto verso il maestro
Bisogna mantenere equilibrio nel rapporto con gli studiosi: senza esagerazione e senza mancanza.
Il primo errore di idolatria apparso sulla terra fu causato dall’eccesso verso le persone pie, quindi bisogna evitare ogni forma di estremismo.
Il diritto verso il luogo dello studio
Bisogna rispettarlo e preservarlo.
Il diritto verso il compagno
Il Profeta ﷺ disse:
«Nessuno di voi crede veramente finché non ama per suo fratello ciò che ama per sé stesso.»
Il diritto verso il libro
Bisogna prendersi cura dei libri, perché sono una benedizione concessa da Allah e devono essere preservati.
Il diritto verso la conoscenza
Bisogna conservarla, ripassarla e agire secondo essa.
Chi apprende la conoscenza deve prima metterla in pratica e poi insegnarla agli altri.
Tra gli insegnamenti:
Tra le buone maniere nel fare domande vi è scegliere domande da cui ci si aspetta beneficio.
Lo studente della conoscenza deve mantenere un aspetto decoroso.
Dopo la morte del Profeta ﷺ non si dice: «Allah e il Suo Messaggero sanno meglio», ma si dice solamente: «Allah ne sa meglio».