13 - 16 Le lezioni importanti (Sura al-Kawthar, al-Kāfirūn, an-Naṣr, al-Masad)
[Tafsīr della sura al-Kawthar, che è meccana]
Nel nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso
﴿ In verità ti abbiamo dato al-Kawthar prega dunque il tuo Signore e sacrifica In verità colui che ti odia, egli è il privo di posterità ﴾.
(1) Allāh l'Altissimo dice al Suo profeta Muhammad ﷺ, ricordandogli il Suo favore: ﴿In verità ti abbiamo dato al-Kawthar﴾
cioè: il bene abbondante e la grazia copiosa, tra cui ciò che Allāh darà al Suo profeta ﷺ nel Giorno della Resurrezione, ossia il fiume chiamato al-Kawthar, e il bacino la cui lunghezza è un mese di cammino e la cui larghezza è un mese; la sua acqua è più bianca del latte e più dolce del miele, i suoi recipienti sono numerosi e splendenti come le stelle del cielo, e chi ne beve un sorso non avrà più sete in eterno.
(2) E avendo menzionato il Suo favore verso di lui, gli ha ordinato di rendergliene grazie, e ha detto: ﴿ prega dunque il tuo Signore e sacrifica ﴾ Ha menzionato specificamente queste due adorazioni perché sono le migliori adorazioni e i più nobili atti di avvicinamento, e perché la preghiera comprende la sottomissione del cuore e delle membra ad Allāh e il passaggio attraverso i vari generi di servitù; e nel sacrificio vi è l'avvicinarsi ad Allāh con il meglio degli animali che il servo possiede, e l'esborso di quel bene che gli animi sono per natura portati ad amare e a trattenere con avarizia.
(3) ﴿ In verità colui che ti odia﴾ cioè: chi ti detesta, chi ti biasima e chi ti sminuisce ﴿ egli è il privo di posterità ﴾ cioè: reciso da ogni bene, reciso nelle opere e reciso nel ricordo. Quanto a Muhammad ﷺ, egli è il compiuto in verità, colui che possiede la perfezione possibile per una creatura, quanto all'elevazione del ricordo e all'abbondanza di sostenitori e seguaci, che Allāh preghi su di lui.
[Tafsīr della sura «Di': o voi miscredenti», che è meccana]
Nel nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso
﴿Di': o voi miscredenti io non adoro quel che voi adorate né voi adorate quel che io adoro né io adorerò quel che voi avete adorato né voi adorate quel che io adoro A voi la vostra religione, a me la mia ﴾.
(1-6) Cioè: di' ai miscredenti, apertamente ed esplicitamente: ﴿ io non adoro quel che voi adorate ﴾ cioè: dissociati da ciò che adoravano all'infuori di Allāh, esteriormente e interiormente, ﴿ né voi adorate quel che io adoro﴾
per la mancanza di sincerità nella vostra adorazione verso Allāh: la vostra adorazione di Lui, unita all'associazionismo, non si chiama adorazione. E ha ripetuto ciò affinché la prima affermazione indichi l'assenza dell'atto e la seconda indichi che ciò è divenuto una caratteristica permanente. Per questo ha distinto tra i due gruppi e separato le due schiere, e ha detto: ﴿ A voi la vostra religione, a me la mia ﴾ come ha detto l'Altissimo: ﴿ Di': ciascuno agisce secondo la propria indole ﴾, voi siete estranei a ciò che io faccio e io sono estraneo a ciò che voi fate.
[Tafsīr della sura an-Naṣr, che è medinese]
Nel nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso
﴿Quando giungerà il soccorso di Allāh e la vittoria e vedrai gli uomini entrare a schiere nella religione di Allāh glorifica il tuo Signore con la Sua lode e chiediGli perdono: in verità Egli accoglie sempre il pentimento ﴾.
(1-3) In questa nobile sura vi sono un annuncio lieto, un ordine al Suo messaggero per quando esso si realizzerà, e un'allusione e un avvertimento su ciò che ne consegue. L'annuncio lieto è quello del soccorso di Allāh al Suo messaggero, della conquista della Mecca e dell'ingresso degli uomini ﴿ nella religione di Allāh a schiere﴾ al punto che molti di loro divennero suoi seguaci e sostenitori dopo essere stati suoi nemici; e ciò che era stato annunciato si è avverato.
Quanto all'ordine dopo il realizzarsi del soccorso e della vittoria: Allāh ordinò al Suo messaggero di rendergliene grazie, di glorificarLo con la Sua lode e di chiederGli perdono.
Quanto all'allusione, in ciò vi sono due allusioni. La prima: che il soccorso alla religione continua e aumenta quando si realizza la glorificazione di Allāh con la Sua lode e la richiesta del Suo perdono da parte del Suo messaggero, perché questo fa parte della gratitudine; e Allāh dice: ﴿ E quando il vostro Signore proclamò: se sarete grati, certamente accrescerò per voi ۖ ﴾, e ciò si è verificato al tempo dei Califfi ben guidati e dopo di loro in questa Comunità: il soccorso di Allāh non ha cessato di continuare finché l'Islam è giunto dove nessuna religione era mai giunta, e vi è entrato chi non era entrato in nessun'altra; finché non è accaduto nella Comunità ciò che è accaduto quanto all'opposizione all'ordine di Allāh, e sono stati messi alla prova con la divisione della parola e la dispersione degli affari, e così è successo ciò che è successo. Ciò nonostante, questa Comunità e questa religione godono di una misericordia e di una benevolenza di Allāh che non passano per la mente né si immaginano.
Quanto alla seconda allusione, essa è l'allusione al fatto che il termine della vita del Messaggero di Allāh ﷺ si era avvicinato ed era prossimo. Il senso è che la sua vita fu una vita eccellente, per la quale Allāh ha giurato; ed è noto che le cose eccellenti si concludono con la richiesta di perdono, come la preghiera, il pellegrinaggio e altro. L'ordine di Allāh al Suo messaggero di lodare e chiedere perdono in questa circostanza è dunque un'allusione al fatto che il suo termine era giunto: si prepari e si disponga all'incontro con il suo Signore e concluda la sua vita con il meglio di ciò che trova, che le preghiere e la pace di Allāh siano su di lui. Egli ﷺ interpretava dunque il Corano e lo diceva nella sua preghiera, ripetendo spesso nel suo inchino e nella sua prosternazione: «Gloria a Te, o Allāh, Signore nostro, e a Te la lode; o Allāh, perdonami».
[Tafsīr della sura «Siano perdute», che è meccana]
Nel nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso
﴿ Siano perdute le mani di Abū Lahab, ed egli è perduto Non gli hanno giovato né la sua ricchezza né ciò che ha guadagnato Brucerà in un fuoco fiammeggiante e così sua moglie, portatrice di legna che avrà al collo una corda di fibra di palma ﴾.
Abū Lahab era lo zio paterno del Profeta ﷺ, e fu durissimo nell'ostilità e nel nuocergli: non vi era in lui né religione né riguardo per la parentela — che Allāh lo maledica. Allāh lo ha dunque biasimato con questo biasimo immenso, che è per lui un'infamia fino al Giorno della Resurrezione, e ha detto:
(1) ﴿Siano perdute le mani di Abū Lahab﴾ cioè: le sue mani hanno perduto ed egli è divenuto infelice, ﴿ ed egli è perduto﴾ e non ha guadagnato nulla.
(2) ﴿ Non gli ha giovato la sua ricchezza﴾ che aveva e che lo rese tracotante, né ciò che ﴿e ciò che ha guadagnato﴾ e non allontanò da lui nulla del castigo di Allāh quando esso scese su di lui.
(3-5) ﴿ Brucerà in un fuoco fiammeggiante ﴾ cioè: il Fuoco lo circonderà da ogni lato, lui ﴿e così sua moglie, portatrice di legna ﴾ Anch'essa fu durissima nel nuocere al Messaggero di Allāh ﷺ: lei e suo marito cooperavano nel peccato e nella trasgressione, spargevano il male e si adoperavano quanto potevano per nuocere al Messaggero ﷺ. Essa accumulava sulla sua schiena i carichi dei peccati come chi raccoglie legna, e le è stata preparata al collo una corda ﴿ di fibra di palma ﴾ cioè: di fibra; oppure che essa porterà nel Fuoco la legna addosso a suo marito, con al collo una corda di fibra di palma.
In ogni caso, in questa sura vi è un segno prodigioso tra i segni di Allāh: Allāh fece scendere questa sura mentre Abū Lahab e sua moglie non erano ancora periti, e annunciò che essi sarebbero stati castigati nel Fuoco senza scampo; e da ciò consegue necessariamente che non si sarebbero fatti musulmani. E avvenne come aveva annunciato Colui che conosce l'invisibile e il visibile.