25 Le lezioni importanti (I riti del pellegrinaggio)
Il pellegrinaggio è il quinto dei pilastri dell'Islam ed è obbligatorio a condizione dell'Islam, della ragione, della pubertà, della libertà e della capacità; per la donna si aggiunge la presenza di un maḥram se ha bisogno di viaggiare per il pellegrinaggio. I pilastri del pellegrinaggio sono quattro:
L'iḥrām
ed è l'intenzione di entrare nel rito; è cosa diversa dalla talbiya e dall'indossare l'izār e il ridāʾ.
La sosta ad ʿArafa
dal declinare del sole del nono giorno di Dhū l-Ḥijjah fino allo spuntare dell'alba del giorno della festa. Ha detto ﷺ: «Il pellegrinaggio è ʿArafa».
Il ṭawāf al-ifāḍa
(ṭawāf della visita), che si compie dopo la sosta ad ʿArafa; è cosa diversa dal ṭawāf dell'arrivo.
Il saʿy
tra al-Ṣafā e al-Marwa. Ha detto l'Altissimo: ﴿۞ In verità al-Ṣafā e al-Marwa sono tra i riti di Allāh ۖ ﴾.
I tipi di rito
L'ifrād
consiste nel formulare l'intenzione del solo pellegrinaggio e compierne gli atti separatamente.
Il qirān
consiste nel formulare l'intenzione del pellegrinaggio e della ʿumrah insieme, con atti unici; ed è tenuto al sacrificio.
Il tamattuʿ
consiste nell'entrare in iḥrām per la ʿumrah nei mesi del pellegrinaggio, completarla e uscire dallo stato di sacralizzazione, per poi entrare in iḥrām per il pellegrinaggio nello stesso anno; ed è tenuto al sacrificio.
Gli obblighi del pellegrinaggio
Chi tralascia uno di questi obblighi deve compensarlo con un sacrificio, ossia una pecora sgozzata nel territorio sacro e distribuita ai poveri della Mecca, della quale non gli è permesso mangiare.
Entrare in iḥrām dal mīqāt.
Pernottare a Muzdalifa.La lapidazione delle Jamarāt.
Restare ad ʿArafa fino al tramonto del sole, per chi vi ha sostato di giorno.Pernottare a Minā nelle notti dei giorni di tashrīq.Radersi il capo o accorciare i capelli.
Il ṭawāf dell'addio, per chi non è mestruata o puerpera, per chi vuole lasciare la Mecca, anche dopo i mesi del pellegrinaggio.
I mīqāt del pellegrinaggio e della ʿumrah
Temporali
e sono i mesi del pellegrinaggio: Shawwāl, Dhū l-Qaʿda e Dhū l-Ḥijjah.
I mīqāt temporali riguardano il pellegrinaggio in particolare; quanto alla ʿumrah, essa non ha un tempo determinato.
Spaziali
- Dhū l-Ḥulayfa per Medina e per chi vi passa.
- Al-Juḥfa per la Siria, l'Egitto e il Maghreb.
- Qarn al-Manāzil per il Najd.
- Yalamlam per lo Yemen.
- Dhāt ʿIrq per l'Iraq.
Ciò che è raccomandato nel pellegrinaggio
Lavarsi per l'iḥrām e profumarsi.Indossare un izār e un ridāʾ bianchi, per gli uomini.Tagliarsi le unghie e togliere i peli che vanno tolti prima di formulare l'intenzione dell'iḥrām.La talbiya dal momento dell'iḥrām fino alla lapidazione della Jamrat al-ʿAqaba.Il ṭawāf dell'arrivo, per il mufrid e per il qārin.Il ramal nei primi tre giri del ṭawāf dell'arrivo e del ṭawāf della ʿumrah per il mutamattiʿ; il ramal consiste nell'affrettare il passo.L'iḍṭibāʿ nel ṭawāf dell'arrivo e nel ṭawāf della ʿumrah per il mutamattiʿ, e consiste nello scoprire la spalla destra.Riunire in anticipo il Maghrib e l'ʿIshāʾ a Muzdalifa, al momento dell'arrivo.Pernottare a Minā la notte precedente ʿArafa.Baciare la Pietra Nera.Sostare a Muzdalifa presso al-Mashʿar al-Ḥarām dall'alba fino a poco prima del sorgere del sole; e tutta Muzdalifa è luogo di sosta.
Ciò che è proibito in stato di iḥrām
Sono nove: radersi i peli del capo e del corpo; tagliarsi le unghie; coprire il capo con qualcosa di aderente, per l'uomo; indossare abiti cuciti, per l'uomo, ossia ciò che è sagomato sul corpo o su una sua parte; indossare il niqāb e i guanti, per la donna; il profumo (e con esso il sapone profumato); uccidere e cacciare la selvaggina terrestre; concludere un contratto di matrimonio per sé o per altri; il rapporto coniugale; e il contatto intimo senza rapporto.
Chi compie una di queste cose proibite per dimenticanza, per ignoranza o per costrizione non è tenuto a nulla, eccetto chi uccide selvaggina, che è tenuto al risarcimento in ogni caso. Quanto all'atto intenzionale, le cose proibite si dividono in quattro categorie:
Ciò per cui non vi è risarcimento
ed è il contratto di matrimonio sia per sé sia per altri, e così il contatto intimo senza rapporto se non è accompagnato da emissione: non vi è espiazione, ma deve pentirsi.
Ciò il cui risarcimento è equivalente
ed è l'uccidere e il cacciare la selvaggina terrestre, e chi la uccide è tenuto al risarcimento in ogni caso, ossia un capo di bestiame equivalente, stabilito da due persone giuste.
Ciò il cui risarcimento è aggravato
ed è il rapporto coniugale; chi ha un rapporto prima della prima uscita parziale dallo stato di sacralizzazione ha invalidato il suo pellegrinaggio: lo porta a termine pur essendo invalido, deve ripeterlo ed è tenuto al sacrificio di un cammello.
Ciò il cui risarcimento è il risarcimento del disagio
ed è il resto delle cose proibite, e il loro risarcimento è a scelta:
o digiunare tre giorni, o sfamare sei bisognosi con mezzo ṣāʿ ciascuno, o sgozzare una pecora da distribuire ai poveri del territorio sacro.
I nomi dei giorni del pellegrinaggio:
Il giorno di at-tarwiya è l'ottavo: in esso si trasportava l'acqua a Minā.Il giorno di ʿArafa, o della sosta, è il nono.Il giorno della festa, o del sacrificio, è il decimo.Il giorno di al-qarr è l'undicesimo.Il giorno della prima partenza è il dodicesimo.Il giorno della seconda partenza è il tredicesimo.E la notte di jamʿ è la notte della festa, chiamata così per il radunarsi della gente in essa dopo la sosta ad ʿArafa; perché gli abitanti della Mecca, nell'epoca preislamica, non uscivano verso ʿArafa.
I luoghi dell'invocazione nel pellegrinaggio sono cinque: Ad ʿArafa, dopo il declinare del sole del nono giorno fino al tramonto.A Muzdalifa, dopo l'alba del nono giorno fino al chiarore pieno.Dopo la lapidazione della Jamra piccola e di quella mediana nei giorni di tashrīq.Durante il ṭawāf.Durante il saʿy, su al-Ṣafā e al-Marwa e tra le due.
Descrizione della ʿumrah e del pellegrinaggio
Ha detto lo Sheikh Muhammad ibn Ṣāliḥ al-ʿUthaymīn, che Allāh abbia misericordia di lui:
Quando giungete al mīqāt, lavatevi e profumatevi il corpo, il capo e la barba, poi entrate in iḥrām per la ʿumrah come mutamattiʿ e proseguite verso la Mecca pronunciando la talbiya. Quando raggiungete la Casa Sacra, compite sette giri del ṭawāf della ʿumrah. Sappiate che tutta la moschea è luogo valido per il ṭawāf, vicino alla Kaʿba come lontano, ma la vicinanza è preferibile se non ne ricevete danno dalla calca; se c'è ressa, allontanatevi: la questione è ampia, e ad Allāh la lode. Quando avete terminato il ṭawāf, pregate due rakʿah dietro la Stazione di Ibrāhīm, la pace su di lui, o vicino ad essa se è possibile, altrimenti anche da lontano: l'importante è che la Stazione sia tra te e la Kaʿba. Poi uscite per il saʿy della ʿumrah cominciando da al-Ṣafā; e quando avete completato i sette percorsi, accorciate i capelli su tutto il capo: non è sufficiente accorciarli da un solo lato. Non lasciatevi ingannare da ciò che fa molta gente.
Quando giunge l'ottavo giorno di Dhū l-Ḥijjah, lavatevi, profumatevi ed entrate in iḥrām per il pellegrinaggio dal luogo in cui alloggiate; uscite verso Minā e pregatevi il Ẓuhr, l'ʿAṣr, il Maghrib, l'ʿIshāʾ e il Fajr in forma abbreviata, senza riunirle, perché il vostro Profeta ﷺ abbreviava a Minā e alla Mecca senza riunire. Quando sorge il sole del giorno di ʿArafa, procedete verso ʿArafa pronunciando la talbiya, umili davanti ad Allāh, e lì riunite il Ẓuhr e l'ʿAṣr in anticipo, di due rakʿah ciascuna; poi dedicatevi interamente all'invocazione e alla supplica ad Allāh. Abbiate cura di essere in stato di purità e rivolgetevi verso la qibla, anche se il monte vi resta alle spalle, perché ciò che è prescritto è rivolgersi verso la qibla. Fate bene attenzione ai confini di ʿArafa e ai suoi segnali, perché molti pellegrinisostano al di fuori di essi; e chi non sosta ad ʿArafa non ha compiuto il pellegrinaggio, per il detto del Profeta ﷺ:
«Il pellegrinaggio è ʿArafa», e tutta ʿArafa è luogo di sosta, a est e a ovest, a sud e a nord, eccetto il fondo della valle (Wādī ʿUrana), per il detto del Profeta ﷺ: «Io ho sostato qui, ma tutta ʿArafa è luogo di sosta».
Quando il sole tramonta e vi siete accertati del suo tramonto, procedete verso Muzdalifa pronunciando la talbiya, umili, mantenendo la calma per quanto vi è possibile, come vi ha ordinato il vostro Profeta ﷺ. Egli partì da ʿArafa tenendo tesa la briglia della sua cammella, tanto che la testa dell'animale toccava l'arcione della sella, e diceva con la sua nobile mano: «O gente, con calma, con calma».
Quando giungete a Muzdalifa, pregatevi il Maghrib e l'ʿIshāʾ, poi pernottatevi fino all'alba. Il Profeta ﷺ non permise a nessuno di partire da Muzdalifa prima dell'alba, se non ai deboli, ai quali permise di partire nell'ultima parte della notte. Quando avete pregato il Fajr, rivolgetevi verso la qibla, magnificate Allāh, lodateLo e invocateLo finché la luce non sia piena; poi procedete verso Minā prima del sorgere del sole. Raccogliete sette sassolini e recatevi alla Jamrat al-ʿAqaba, che è l'ultima, quella verso la Mecca, e lapidatela dopo il sorgere del sole con sette sassolini, magnificando Allāh a ogni sassolino, umili davanti a Lui e magnificandoLo.
Sappiate che lo scopo della lapidazione è magnificare Allāh e stabilire il Suo ricordo. È necessario che il sassolino cada nel bacino, e non è condizione che colpisca la colonna. Quando avete terminato la lapidazione della Jamra, sgozzate il sacrificio; e come sacrificio non è valido se non ciò che è valido per la vittima sacrificale. Non c'è nulla di male nell'incaricare qualcuno di sgozzare per voi. Poi, dopo il sacrificio, radetevi il capo; è obbligatorio radere tutto il capo e non è permesso raderne una parte e non l'altra. La donna accorcia le estremità dei capelli della misura di una falange. Dopo di ciò siete usciti dalla prima uscita parziale dallo stato di sacralizzazione: vestitevi, tagliatevi le unghie e profumatevi, ma non avvicinatevi alle donne. Poi scendete alla Mecca prima della preghiera del Ẓuhr, compite il ṭawāf del pellegrinaggio e il saʿy, e tornate a Minā; con il ṭawāf e il saʿy, insieme alla lapidazione e alla rasatura, siete usciti dalla seconda uscita, e vi è di nuovo lecito ogni cosa, comprese le donne.
O gente, il pellegrino compie nel giorno della festa quattro riti: la lapidazione della Jamra, poi il sacrificio, poi la rasatura, poi il ṭawāf e il saʿy; e questo è l'ordine più compiuto. Se però ne anticipate alcuni rispetto ad altri, per esempio radendovi prima del sacrificio, non c'è colpa; e se rimandate il ṭawāf e il saʿy fino alla vostra discesa da Minā, non c'è colpa; e se rimandate il sacrificio e sacrificate alla Mecca il tredicesimo giorno, non c'è colpa, specialmente in caso di necessità e di utilità.
Pernottate la notte dell'undicesimo a Minā; e quando il sole declina, lapidate le tre Jamarāt cominciando dalla prima, poi la mediana, poi quella dell'ʿAqaba, ciascuna con sette sassolini, magnificando Allāh a ogni sassolino. Il tempo della lapidazione nel giorno della festa è, per chi ne è capace, dal sorgere del sole, e per il debole dall'ultima parte della notte, e termina al tramonto. Il suo tempo nei giorni successivi alla festa va dal declinare del sole al tramonto, e non è permessa prima del declino. È permesso lapidare di notte se di giorno la calca è forte. Chi non è in grado di lapidare da sé per la giovane età, la vecchiaia o la malattia, può incaricare qualcuno che lapidi per lui; e non c'è nulla di male se l'incaricato lapida per sé e per chi lo ha incaricato in un unico momento, purché cominci dalla lapidazione per sé stesso. Quando avete lapidato il dodicesimo giorno, il pellegrinaggio è terminato, e siete liberi di scegliere: se volete, affrettatevi e scendete; se volete, pernottate la notte del tredicesimo e lapidate le tre Jamarāt dopo il declino del sole, e questo è preferibile, perché è ciò che fece il Profeta ﷺ.
Quando volete uscire dalla Mecca, compite il ṭawāf dell'addio; la mestruata e la puerpera non sono tenute all'addio, e non è prescritto per loro venire alla porta della moschea e sostarvi.