24 Le lezioni importanti (Il digiuno)
Linguisticamente significa astensione; secondo la Legge: adorare Allāh, l'Eccelso e Maestoso, astenendosi dal cibo, dalla bevanda e da tutto ciò che rompe il digiuno, dallo spuntare dell'alba vera fino al tramonto del sole.
I pilastri del digiuno
1- L'intenzione
L'intenzione del digiuno obbligatorio
Nel digiuno obbligatorio è indispensabile formulare l'intenzione fin dalla notte, cioè prima dell'alba; è sufficiente formularla all'inizio del mese. La sua sede è il cuore, e pronunciarla ad alta voce è un'innovazione.
L'intenzione del digiuno supererogatorio
È valida in qualsiasi ora del giorno, purché non abbia compiuto nulla che rompa il digiuno; la ricompensa però si computa dal momento in cui è stata formulata.
2- L'astensione da ciò che rompe il digiuno
Le categorie del digiuno
Obbligatorio:
nel Ramadan, nelle espiazioni e nei voti
Supererogatorio:
in tutti gli altri casi
Condizioni che rendono obbligatorio il digiuno
1- L'Islam. 2- La ragione.
3- La pubertà: quanto a chi non è pubere, lo si incoraggia al digiuno e il suo tutore glielo ordina.
4- La residenza stabile: il digiuno non è obbligatorio per il viaggiatore, ma è preferibile che digiuni se ciò non gli risulta gravoso, per l'agire del Profeta ﷺ, perché è più rapido nell'assolvere l'obbligo, più agevole per il soggetto tenuto e per cogliere il merito del mese.
5- La salute. 6- L'essere libera da mestruazioni e da sangue del puerperio.
Le categorie della malattia riguardo al digiuno
Malattia della cui guarigione non si ha speranza:
Vi si assimila l'anziano incapace di digiunare: non è tenuto al digiuno, ma sfama un bisognoso per ogni giorno, o riunendo tanti bisognosi quanti sono i giorni e offrendo loro la cena o il pranzo, oppure distribuendo cibo a tanti bisognosi quanti sono i giorni, un quarto di ṣāʿ profetico ciascuno, cioè il peso di mezzo chilo e dieci grammi di grano di buona qualità; ed è bene che vi aggiunga un companatico, carne o grasso.
Malattia della cui guarigione si ha speranza e per la quale il digiuno gli risulta gravoso:
Vi si assimilano la donna mestruata, la puerpera, la nutrice e il viaggiatore: recupera il numero dei giorni in cui non ha digiunato quando è guarito; se muore prima di guarire, l'obbligo decade.
Con che cosa si stabilisce l'inizio del mese di Ramadan?
O con l'avvistamento della falce lunare del Ramadan, o completando Shaʿbān con trenta giorni.
Ciò che invalida il digiuno
- Mangiare o bere intenzionalmente; chi lo fa per dimenticanza, il suo digiuno è valido.
- Il rapporto coniugale: se avviene di giorno nel Ramadan mentre il digiuno gli è obbligatorio, è tenuto all'espiazione aggravata, che consiste nell'affrancare uno schiavo; se non lo trova, digiunare due mesi consecutivi; se non ne è capace, sfamare sessanta bisognosi.
- L'emissione dello sperma per contatto, bacio, abbraccio o simili.
- Ciò che ha il valore del mangiare e del bere, come le iniezioni nutrienti; quelle non nutrienti invece non rompono il digiuno.
- L'estrazione di sangue mediante coppettazione; l'estrazione di una piccola quantità di sangue per analisi o simili non rompe il digiuno.
- Il vomito intenzionale.
- L'uscita del sangue mestruale e di quello del puerperio.
Ciò che è raccomandato nel digiuno
1- Il pasto prima dell'alba. 2- Ritardarlo. 3- Affrettare la rottura del digiuno.
4- Rompere il digiuno con datteri freschi; se non ne trova, con datteri secchi, in numero dispari; se non ne trova, con qualche sorso d'acqua; e se non trova nulla, formula l'intenzione di rompere il digiuno con il cuore.
5- L'invocazione al momento della rottura del digiuno e durante il digiuno. 6- Moltiplicare l'elemosina.
7- L'impegno nella preghiera notturna. 8- La lettura del Corano.
9- Dire: (io sto digiunando) a chi lo insulta. 10- Compiere la ʿumrah.
11- Il ritiro spirituale negli ultimi dieci giorni. 12- Cercare la Notte del Destino.
Ciò che è riprovevole nel digiuno
- Esagerare nel risciacquo della bocca e nell'aspirazione dell'acqua dal naso.
- Assaggiare il cibo senza necessità.
Il digiuno supererogatorio:
1- Il digiuno di sei giorni di Shawwāl per chi ha completato il digiuno del Ramadan; in essi è preferibile la consecutività a partire dal secondo giorno.
2- Il digiuno del giorno di ʿArafa per chi non è pellegrino.
3- Il digiuno del giorno di ʿĀshūrāʾ, insieme ai giorni nono e undicesimo.
4- Il digiuno del lunedì e del giovedì, e il lunedì è più enfatizzato.
5- Il digiuno di tre giorni di ogni mese; i migliori sono i giorni bianchi (13 - 14 - 15).
6- Digiunare un giorno e romperlo il giorno seguente. 7- Il digiuno del mese di Allāh, Muḥarram.
8- Il digiuno dei nove giorni di Dhū l-Ḥijjah. 9- Il digiuno di Shaʿbān, senza però completarlo.
Il digiuno proibito
1- Isolare il mese di Rajab con il digiuno.
2- Il digiuno dei due giorni di festa.
3- Il digiuno del giorno del dubbio; quanto a chi ha una pratica abituale di digiuno, non c'è nulla di male.
4- Il digiuno dei giorni di tashrīq, salvo per chi non trova il sacrificio.
5- Il digiuno perpetuo.
Le norme del recupero
- È raccomandata la consecutività nel recupero.
- Ed è opportuno affrettarsi a compierlo dopo il giorno della festa.
- E non è permesso rimandare il recupero fino al Ramadan successivo.
- Se lo rimanda senza una scusa valida, non è tenuto a nulla più del digiuno che ha mancato, sebbene sia in peccato.
La zakāt al-fiṭr
È obbligatoria per colui sul quale tramonta il sole dell'ultimo giorno di Ramadan mentre è musulmano, sia esso grande o piccolo, maschio o femmina, schiavo o libero, e al quale, per il giorno della festa e la sua notte, avanzi un ṣāʿ oltre il proprio sostentamento, quello dei familiari a carico e i bisogni essenziali; ed è raccomandata per il feto.
E la saggezza della sua prescrizione è:
- che essa è purificazione per il digiunante dalle parole vane e dall'oscenità.
- che in essa vi è un arricchimento dei poveri e dei bisognosi, così da non dover chiedere nel giorno della festa.
Il tempo in cui versare la zakāt al-fiṭr:
Tempo di liceità:
uno o due giorni prima della festa.Tempo di raccomandazione:
dopo l'alba e prima della preghiera della festa.
Tempo di proibizione:
dopo la preghiera della festa.
La misura della zakāt al-fiṭr
Un ṣāʿ di cibo tra ciò di cui si nutrono gli esseri umani; non è valida in denaro. La misura del ṣāʿ è di due chili e quaranta grammi di grano di buona qualità.
La preghiera della festa
È un obbligo individuale per ciascuno. Si compie da quando il sole si è alzato dell'altezza di una lancia fino allo zenit, e non si recupera se la si è persa. È sunna compierla nello spiazzo aperto fuori dall'abitato, ed è permessa in moschea; ed è sunna mangiare un numero dispari di datteri prima della festa, lavarsi, profumarsi e indossare gli abiti migliori, andare per una strada e tornare per un'altra. Non c'è nulla di male nel congratularsi per la festa dicendo: (Che Allāh accetti da noi e da voi). È sunna il takbīr libero la notte della festa e dopo le preghiere, fino al tramonto del giorno della festa; la sua formula è: (Allāh è il più grande, Allāh è il più grande, non vi è divinità all'infuori di Allāh, Allāh è il più grande, Allāh è il più grande, e ad Allāh la lode). La sua descrizione: due rakʿah prima del sermone, pronunciando nella prima, dopo il takbīr d'ingresso, sei takbīr, e nella seconda, prima della recitazione, cinque, senza contare il takbīr dell'alzarsi.