La preparazione del defunto, la preghiera su di lui e la sua sepoltura.
Ed ecco a te il dettaglio di ciò:
Primo: è prescritto suggerire al morente: (non vi è divinità all'infuori di Allāh), per il detto del Profeta ﷺ: «Suggerite ai vostri morenti: non vi è divinità all'infuori di Allāh»; e per «morti» si intendono i morenti, ossia coloro sui quali sono apparsi i segni della morte.
Secondo: quando la sua morte è certa, gli si chiudono gli occhi e gli si lega la mascella, per quanto è trasmesso dalla Sunna al riguardo.
Terzo: è obbligatorio lavare il defunto musulmano, salvo che sia un martire caduto sul campo di battaglia: costui non si lava e non si prega su di lui, ma viene sepolto nei suoi abiti, perché il Profeta ﷺ non lavò i caduti di Uḥud e non pregò su di loro.
Quarto: descrizione del lavaggio del defunto: gli si coprono le parti intime, poi lo si solleva un poco e gli si preme delicatamente il ventre; poi chi lo lava si avvolge la mano in un panno o simile e con esso lo pulisce; poi gli fa compiere l'abluzione come per la preghiera; poi gli lava il capo e la barba con acqua e foglie di loto o simili; poi lava il lato destro, poi il sinistro; poi lo lava così una seconda e una terza volta, passando ogni volta la mano sul ventre. Se ne esce qualcosa, lo lava e ostruisce il punto con del cotone o simile; se non tiene, con argilla pura, oppure con i mezzi della medicina moderna, come i cerotti e simili, e ripete la sua abluzione. Se non è pulito con tre lavaggi, si arriva a cinque o a sette; poi lo asciuga con un panno e mette il profumo nelle pieghe del corpo (le ascelle e l'interno delle cosce) e nei punti della prosternazione; e se lo profuma tutto è cosa buona. Profuma con incenso i suoi sudari; e se i suoi baffi o le sue unghie sono lunghi, li accorcia, ma se lo tralascia non c'è colpa. Non gli pettina i capelli, non gli rade il pube e non lo circoncide, per assenza di prove al riguardo. Alla donna si intrecciano i capelli in tre trecce, che si fanno ricadere dietro di lei.
Quinto: l'avvolgimento del defunto nel sudario: è preferibile che l'uomo sia avvolto in tre teli bianchi, senza camicia né turbante, come fu fatto con il Profeta ﷺ, avvolgendovelo dentro; e se viene avvolto in una camicia, un izār e un telo, non c'è nulla di male. La donna viene avvolta in cinque teli: una tunica, un velo per il capo, un izār e due teli. Il bambino viene avvolto in un telo fino a tre teli, e la bambina in una camicia e due teli. L'obbligatorio, per tutti, è un solo telo che copra interamente il defunto. Se però il defunto era in stato di iḥrām, viene lavato con acqua e foglie di loto, avvolto nel suo izār e nel suo ridāʾ o in altro; non gli si copre il capo né il viso e non lo si profuma, perché sarà resuscitato nel Giorno della Resurrezione mentre pronuncia la talbiya, come è autenticamente riportato nel ḥadīth del Messaggero di Allāh ﷺ. E se chi era in stato di iḥrām è una donna, viene avvolta come le altre, ma non viene profumata, né le si copre il viso con il niqāb né le mani con i guanti; il suo viso e le sue mani vengono però coperti dal sudario in cui è stata avvolta, come già esposto nella descrizione dell'avvolgimento della donna.
Sesto: le persone che hanno più diritto di lavarlo, di pregare su di lui e di seppellirlo sono: il suo esecutore testamentario in ciò, poi il padre, poi il nonno, poi il più prossimo e via via i successivi tra gli agnati, nel caso dell'uomo. E chi ha più diritto di lavare la donna è: la sua esecutrice testamentaria, poi la madre, poi la nonna, poi la più prossima e via via le successive tra le sue parenti donne. Ai due coniugi è consentito che l'uno lavi l'altro, perché aṣ-Ṣiddīq fu lavato da sua moglie e perché ʿAlī lavò sua moglie Fāṭima, che Allāh sia soddisfatto di loro.
Settimo: descrizione della preghiera sul defunto: pronuncia quattro takbīr e dopo il primo recita la Fātiḥa; e se con essa recita una sura breve o un versetto o due, è cosa buona, per il ḥadīth autentico trasmesso al riguardo da Ibn ʿAbbās, che Allāh sia soddisfatto di entrambi. Poi pronuncia il secondo takbīr e prega sul Profeta ﷺ come nella preghiera del tashahhud. Poi pronuncia il terzo takbīr e dice: «O Allāh, perdona ai nostri vivi e ai nostri morti, ai presenti e agli assenti, ai piccoli e ai grandi, ai maschi e alle femmine. O Allāh, chi di noi fai vivere, fallo vivere nell'Islam, e chi di noi fai morire, fallo morire nella fede. O Allāh, perdonagli, abbi misericordia di lui, preservalo e perdonalo; rendi onorevole la sua dimora, allarga il suo ingresso, lavalo con l'acqua, la neve e la grandine, e purificalo dai peccati come si purifica la veste bianca dalla sporcizia. Dagli in cambio una dimora migliore della sua dimora, una famiglia migliore della sua famiglia; fallo entrare nel Paradiso e proteggilo dal castigo della tomba e dal castigo del Fuoco; allarga per lui la sua tomba e illuminagliela. O Allāh, non privarci della sua ricompensa e non farci smarrire dopo di lui», poi pronuncia il quarto takbīr e conclude con un solo salām verso destra.
Ed è raccomandato alzare le mani a ogni takbīr.
E se il defunto è una donna si dice: «O Allāh, perdona a lei... eccetera».
E se i defunti sono due si dice: « O Allāh, perdona a loro due... eccetera».
E se i defunti sono più di due dice: «O Allāh, perdona a loro... eccetera».
Quanto al bambino morto prima dei genitori, al posto dell'invocazione di perdono per lui si dice: «O Allāh, fa' di lui un precursore e un tesoro per i suoi genitori, e un intercessore esaudito. O Allāh, rendi pesanti per mezzo suo le loro bilance e accresci per mezzo suo le loro ricompense; uniscilo ai giusti tra i credenti che ci hanno preceduto e ponilo sotto la tutela di
Ibrāhīm, la preghiera e la pace su di lui, e preservalo con la Tua misericordia dal castigo della Fornace».
Ed è sunna che l'imām stia all'altezza del capo dell'uomo e a metà del corpo della donna; e che l'uomo sia collocato più vicino all'imām quando i defunti sono più d'uno, e la donna più vicino alla qibla. Se con loro vi sono bambini, il bambino viene posto prima della donna, poi la donna, poi la bambina; il capo del bambino sia all'altezza del capo dell'uomo, e la metà del corpo della donna all'altezza del capo dell'uomo; e così la bambina, il cui capo sia all'altezza del capo della donna e la cui metà del corpo sia all'altezza del capo dell'uomo. E tutti gli oranti stiano dietro l'imām, salvo che si tratti di una sola persona che non trovi posto dietro di lui: allora si pone alla sua destra.
Ottavo: descrizione della sepoltura del defunto: è prescritto scavare la fossa fino alla vita di un uomo e che vi sia una nicchia laterale dal lato della qibla; che il defunto sia deposto nella nicchia sul fianco destro; che i nodi del sudario siano sciolti senza però toglierlo, ma lasciandolo; e che non gli si scopra il viso, sia il defunto un uomo o una donna. Poi si dispongono su di lui i mattoni e li si sigilla con l'argilla perché reggano e lo riparino dalla terra; se i mattoni non sono disponibili, si usa altro: assi, pietre o legno che lo riparino dalla terra. Poi si versa su di lui la terra, ed è raccomandato dire in quel momento: «Nel nome di Allāh, e secondo la religione del Messaggero di Allāh»; la tomba viene rialzata di una spanna, vi si pone della ghiaia se possibile e la si asperge d'acqua. Ed è prescritto per chi accompagna il funerale sostare presso la tomba e invocare per il defunto, perché il Profeta ﷺ, quando terminava la sepoltura del defunto, sostava presso di lui e diceva: «Chiedete perdono per vostro fratello e chiedete per lui la fermezza, perché ora egli viene interrogato».
Nono: ed è prescritto per chi non ha pregato su di lui che vi preghi dopo la sepoltura, perché il Profeta ﷺ lo fece; a condizione che ciò avvenga entro il limite di un mese o meno. Se il periodo è superiore, la preghiera sulla tomba non è prescritta, perché non è stato tramandato dal Profeta ﷺ che abbia pregato su una tomba dopo un mese dalla sepoltura del defunto.
Decimo: non è permesso ai familiari del defunto preparare cibo per la gente, per il detto di Jarīr ibn ʿAbd Allāh al-Bajalī, l'illustre Compagno, che Allāh sia soddisfatto di lui: «Consideravamo il riunirsi presso i familiari del defunto e il preparare il cibo dopo la sepoltura come parte del lamento funebre». Quanto a preparare il cibo per loro o per i loro ospiti, non c'è nulla di male; ed è prescritto ai loro parenti e vicini preparare per loro il cibo, perché il Profeta ﷺ, quando gli giunse la notizia della morte di Jaʿfar ibn Abī Ṭālib in Siria, ordinò ai suoi familiari di preparare del cibo per la famiglia di Jaʿfar, e disse: «È giunto loro ciò che li tiene occupati». E non c'è colpa per i familiari del defunto se invitano i loro vicini o altri a mangiare del cibo loro donato; e per questo non vi è un tempo determinato, per quanto ne sappiamo dalla Legge.
Undicesimo: non è permesso alla donna portare il lutto per un defunto più di tre giorni, salvo che per il marito, per il quale è obbligatorio portare il lutto quattro mesi e dieci giorni, a meno che non sia incinta, nel qual caso fino al parto, per quanto è stabilito dalla Sunna autentica del Profeta ﷺ al riguardo. Quanto all'uomo, non gli è permesso portare il lutto per nessuno dei parenti né per altri.
Dodicesimo: è prescritto agli uomini visitare le tombe di tanto in tanto per invocare per i defunti, chiedere per loro misericordia e ricordare la morte e ciò che viene dopo, per il detto del Profeta ﷺ: «Visitate le tombe, perché esse vi ricordano l'Aldilà»; ed egli insegnava ai suoi Compagni di dire, quando visitavano le tombe: «La pace su di voi, gente di queste dimore, credenti e musulmani; e noi, se Allāh vuole, vi raggiungeremo. Chiediamo ad Allāh, per noi e per voi, la salvezza. Che Allāh abbia misericordia di quelli di noi che ci hanno preceduto e di quelli che verranno dopo».
Quanto alle donne, non spetta loro visitare le tombe, perché il Messaggero ﷺ «maledisse le donne che visitano le tombe», e perché dalla loro visita si temono la tentazione e la scarsa pazienza. Allo stesso modo non è loro permesso accompagnare i funerali fino al cimitero, perché il Messaggero ﷺ lo ha loro vietato. Quanto alla preghiera sul defunto in moschea o nel luogo di preghiera, essa è prescritta tanto per gli uomini quanto per le donne. Questo è l'ultimo di ciò che è stato possibile raccogliere; che Allāh preghi e conceda pace al nostro Profeta Muhammad, alla sua famiglia e ai suoi Compagni.
Le categorie della visita alle tombe
Visita conforme alla Legge:
che con essa si intenda il ricordo della dimora dell'Aldilà,
che non si intraprenda un viaggio appositamente per essa,
che si intenda invocare per lui e per i defunti con le formule trasmesse,
e che non si compia nulla che contraddica la Legge.Visita innovatrice:
se con essa si intende invocare Allāh presso le tombe.
Visita associazionista:
se con essa si intende invocare il defunto sepolto.